Giuro che non faccio apposta a ’santacrocizzarmi’, ma a volte il vino dei ‘compagni fiorentini’ fa brutti scherzi…

Dionisiaca volontà fugge dall’Apollinea prigione, vibra nella psychica aurea attraverso silenziosa grida, infrangendo ogni inviolabile culla dell’emotivo tepore.

Etilica è la presa di auto-coscienza, paradossalmente effettuata attraverso violenta alienazione da sè.

Evitabile ma al tempo stesso necessaria è urlata rivelazione di moti e tempeste, celati nelle infinite profondità povere di spazio e di reale tempo, che con pudica cura raccolgono e ricompongono ogni tumulto dello striato muscolo.

Successo assicurato con questa epistola, abbozzata nel retro di un biglietto ferroviario regionale Roma-Firenze S.M.N.e chiusa a mo’ di pergamena da un filo d’erba, no?

Deliri a parte, la chiusura della prima festa nazionale del PD(argh, preferisco lo storico termine ‘Festa Dell’Unità’)è stata davvero divertente, politicamente emozionante nel comizio-intervista di Walter Veltroni finalmente ricco di affermazioni simboliche da un bel po’ latitanti, che in fondo tutti aspettavano da tempo.

Ah, dimenticavo: test al Sant’Anna di Pisa probabilmente fallito, nonostante una prima giornata di quiz e scritti piuttosto promettente.

Dannato Marx, dannato Feuerbach :D !

Sarà scontato affermarlo, ma il tempo vola davvero con una velocità sorprendente.

Poco meno di un mese fa mi lamentavo dell’impossibilità della mia estate di decollare, ora invece mi ritrovo sonnecchiante, stanco, abbronzato ed immerso da ricordi di eventi, sensazioni e svariati volti.

Due sono stati i concerti che hanno segnato l’avvio della mia stagione estiva: Rufus Wainwright(18Luglio), perfetto, simpatico, carismatico etc etc, ma soprattutto Bjork(25 Luglio) che, nonostante una parte iniziale del live poco esaltante, è esplosa con assurda intensità, invitandoci ad alzarci dalle scomode sedie della Cavea e a raggiungerla sotto il palco, cantando e saltando insieme a lei.

Bjork a Roma

Bjork sopra la mia testa :D ...

Dal 26 al 31 Luglio son fuggito a Firenze, in uno stato d’animo decisamente confuso(e come si può non essere colti da confusione nel periodo post-Bjork?), accompagnato peraltro da insopportabili acciacchi fisici, ma ricordo con gran piacere la visita ai favolosi Giardini di Boboli; da abolire per il resto della mia vita invece una visita agli Uffizi, giuro!

Nemmeno il tempo di riposarmi e, puff, son fuggito nello StudentFreeCamp2008, campeggio nazionale che ha coinvolto tutte le associazioni studentesche di sinistra, con lo scopo di creare un ’soggettone’ unico, una sorta di giovanile del sindacato CGIL. Motivazioni politiche a parte, il ‘raduno’ è stato decisamente favoloso, ricco di conoscenze, bevute in spiaggia ogni sera sino alle 5 di mattina, amoreggiamenti inattesi attraverso la mia personificazione nell’insegnante di danza classica di Amici Alessandra Celentano(grazie Maria, grazie Dio Bacco)e tante altre belle cose…

Per un mese, comunque, non toccherò nemmeno un bicchierino di alcol, GIURO!

Si è finalmente avviata la mia personalissima stagione estiva, fatta di libertà da ogni impegno intellettuale-gli esami son finiti, 100/100 è il responso, con tanto di presa per i fondelli della commissione esaminatrice, che ha rilevato ed apprezzato il mio profondo senso di fede, tsk!-ma soprattutto di una sterminata e fastidiosissima Noia.

Le uniche novità leggermente rilevanti sono l’acquisto di un Nintendo DS e del ritorno ai mitici Pokemon(argh!), una breve visita di Napoli avvenuta la scorsa settimana, tra treni annullati, persi, in ritardo, ed incapacità del sottoscritto di mantenere lucidità a causa del clima infernale della città.

Tra i progetti futuri spiccano senza dubbio i concerti di Rufus Wainwright e Bjork a Roma ed un bel viaggetto a Firenze, seguito invece dal poco promettende StudentFreeCamp2008…

Unica vera compagna di questi giorni è la signorina Emiliana Torrini:

Unemplyed In Summertime, Don’t Need Money ’cause we’re Young…

Consiglio anche il nuovo singolo della Torrini ‘Me and Armini’: www.myspace.com/emilianatorrini

Caspiterina, dopo un po’ di tempo trascorso tra altalenanti inseguimenti, penso sia più vicino che mai il momento di cadere in una padella bella capiente, pronto ad essere cotto per bene…

Esiste qualcosa di peggiore della consapevolezza delle difficoltà, talvolta in linea con i propri principi, di raggiungere un’immagine così sublimata ed idealizzata da apparire come la concretizzazione del suo ideale di perfezione?

No, ne sono convinto.

Uff, uff.

Tra una settimana sarò bello che maturato, per ora ho totalizzato 64 punti su 100, a Sabato il responso finale.

Mi aspetta una settimana difficile sotto TUTTI i punti di vista.

Dopo mesi e mesi di agonia sentimentale, causata da una cotta che si è prolungata per ben un anno e che ha raggiunto il suo culmine nel mese di Dicembre, con tanto di rifiuto nel giorno della Vigilia di Natale(bella roba, davvero!), è bastato un semplice istante per trasformare un perpetuo inseguimento in un momento di repentina fuga da tutte le emozioni che hanno occupato gran parte dei miei ultimi 365 giorni.

Insomma, lo squallore ha centrato nuovamente il bersaglio con assoluta precisione, permettendo al sottoscritto una rapida ma quanto mai profonda riflessione su tutto ciò che davvero desidero da me stesso e da chi mi sta intorno.

Amen, insomma.

Oggi giornatona di studio, tra fisica, scienze della terra, storia dell’arte ed inglese, con la speranza di non confondere eccessivamente i vari concetti da recuperare-ecco, affermare ‘Il pittore impressionista Oscar Wilde è noto per aver costruito una macchina termica capace di distinguere i pianeti gioviani da quelli terrestri’ non è una bella cosa!

E che tutto vada bene!

No, non mi sono innamorato di nessun ‘Luciano’, ma piuttosto ho tentato una bizzarra sintesi tra le due prime prove scritte dei miei Esami di Stato.

Ebbene sì, pur avendo conoscenze assai limitate del signor Montale, mi sono addentrato in quella che appariva come una tranquilla analisi del testo di Ripenso al Tuo Sorriso, poesia tratta dalla raccolta Ossi di Seppia, dedicata ad una qualche bella donzella lontana che ha suscitato tante belle emozioni nell’animo annoiato e desolato del poeta…Peccato che il destinatario della lirica era un uomo, il ballerino russo Boris Kniaseff. Ecco quindi come la mia bella riflessione sulla funzione consolatoria e salvifica della donna, accompagnata da un lungo excursus letterario sulle figure femminili dai componimenti in lingua d’oc sino a D’Annunzio, sia andata a farsi benedire. A volte è davvero meglio parlare di lana caprina, piuttosto che parlare del NULLA.

Decisamente più divertente è stata la tanto temuta seconda prova scritta di Greco: l’autore Luciano di Samosata, secondo alcuni già trapelato sul web la notte scorsa con tanto di traduzione(sarò io scemo, ma un noto portale per maturandi parlava solo di un fantomatico Eracatoo, figura così evanescente da sfuggire non solo ai libri di testo, ma persino a Santo Google), non è stato particolarmente spaventoso: prosa lineare, difficoltà quasi ‘ginnasiale’. A dare un bel tono festoso è stato senza dubbio la modalità, ehm, ‘collettiva’ con cui si è svolta la prova, così da rendere la traduzione un successone assicurato. Io, come son solito fare da un bel po’, ho voluto corredare la mia traduzioncina carina carina con il fatidico ‘Commento filologico’, con breve riflessioni formali, tematiche e con una contestualizzazione del messaggio del Sofista nella condizione dei giornalisti in Russia nel ‘quasi-regime’ putiniano.

Insomma, le due giornate sono trascorse con una serenità quasi anomala, ma soprattutto iniziano a spuntare novità e sorprese un pochino rilevanti, sì sì…Chissà…

Lunedì avrò la grande mazzata della Terza Prova, poi studio matto e disperato fino al 4/5 Luglio, data conclusiva della mia fase da maturando.

Speriamo bene!

Inizio a nutrire seri dubbi sulla validità della mia preparazione per gli imminenti esami di maturità: trascorro le giornate a chiacchierare, a divertirmi, a scherzare, a girare per la città con la musica a tutto volume e, nel tempo rimanente, a dare una ripassatina ai programmi di Italiano, Latino, Geografia Astronomica, Greco, Inglese, Matematica, Fisica e Storia Dell’Arte…

Insomma, nozioni su nozioni, quantità immani di concetti ed il terrore di non essere in grado di poter completare l’opera di preparazione nei pochi giorni rimanenti…

Sono decisamente di poco conforto anche i confronti con gli altri compagni di classe che, a meno che non si divertano a mentire, hanno intrapreso un ritmo di lavoro incessante dalle sei di mattina sino alle undici di sera, senza possibilità alcuna di uscire a prendere un po’ d’aria e di svagarsi…
Nonostante i dubbi, nutro una buona dose di fiducia nei confronti delle mie conoscenze, ho l’impressione di riuscire a districarmi tra i vari argomenti con discreta agilità ed in fondo chi l’ha detto che per compiere un esame decente occorra necessariamente un’ascesi estrema e lontana da tutti i bisogni ‘mondani’ di cui ogni adolescente dovrebbe avvertire l’esigenza?

Come dicono anche i Take That(che bella citazione), solo il tempo lo dirà!

E, come affermò Lucio Dalla,

Ciao!

E’ finita.

Son trascorsi ben cinque anni da quando misi timidamente piede nel mio tanto temibile liceo e ricordo con sorprendente precisione i miei primi momenti da liceale: gli scambi di sguardi spaventati con una mia amica, la grande confusione, il led con un messaggio di buon inizio d’anno scolastico da parte del Preside, il leggero ritardo e l’inseguimento di un ragazzo, il mio futuro compagno di banco, alla ricerca della mia stessa classe, il IV E…

Liceo

In cinque anni sono passati dinanzi ai miei occhi tanti volti, talvolta molto fugacemente-come non ricordare la compagna di classe giunta a metà anno scolastico e fuggita dopo due soli giorni?-e paradossalmente i tre personaggi che hanno segnato l’incipit della mia vita da liceale non sono riusciti ad accompagnarmi sino alla fine del mio percorso, tra pensionamenti, non ammissioni e disagi psicologici di varia natura.

La giornata conclusiva di ieri è stata caratterizzata da una festa scolastica di fine anno, nella quale ho svolto il ruolo di Addetto all’Ordine, con il compito bastardo-ma a volte divertente- di costringere ad armarsi di straccio tutti i liceali piccini che si dilettavano nel lancio di gavettoni all’interno delle classi…Particolarmente triste è stato il saluto finale a tutti gli amici che saranno costretti a vivere il prossimo anno scolastico senza il sottoscritto e tanti altri ‘terzini’: è stato senza dubbio sorprendente rendersi conto che, in fondo, rimpiangerò i miei cinque anni di liceo, nonostante le varie manifestazioni di stress, arrabbiature e pianti che mi ha spesso causato.

Tirando le somme, nonostante la mia ferrea volontà di mostrarmi come uomo tutto d’un pezzo, che mai volge il proprio sguardo indietro per fantasticare e dolersi del proprio passato, ho certamente un gran rimpianto: l’ostinatezza nel non aver voluto talvolta immedesimarmi negli altri, preferendo troncare a volte ogni possibile rapporto al minimo segno di ostilità, senza aver tentato una potenziale mediazione o un qualche chiarimento, ottenendo così come risultato la totale mancanza di conoscenza di persone con cui comunque ho convissuto per ben cinque anni per altrettante cinque ore al giorno!

Mi servirà da lezione per il futuro, sì!

Ed ora mi aspettanto solo undici giorni prima iniziare la breve-ma-fondamentale fase da MATURANDO.

Argh!

Senza troppi giri di parole ammetto che ho aperto il mio TERZO, nuovo blog giusto per darmi una cambiata d’abito ché, si sa, portare gli stessi vestiti per troppo tempo è un comportamento socialmente dannoso.

So che è decisamente scontato iniziare a declamare frasi del tipo ’sono cambiato’, ’sono un’altra persona’ etc, etc, ma è quasi impossibile negare quanto sia mutata la percezione di me propria delle persone che mi ruotano attorno nel corso della giornata…

A tal proposito, chiacchierando un pochino con quella che, in fase di forte ebrezza durante il weekend allungato per celebrare i 100 Giorni all’Esame di Maturità, ho definito ‘la persona che più mi è stata vicino nel corso dei cinque anni del liceo, l’unica davvero interessata a me, l’unica con cui mi sentivo al telefono anche in estate’, sono venute fuori affermazioni altrui che di certo mi rallegrano, pur inquietandomi leggermente: grazie alle mie varie performance durante la giornata che rimarrà impressa nella mia memoria come il ‘SuperFaber Day’, sono riuscito a trasformare quella che un tempo era considerata una grave forma di pazzia in una ’simpatia e dolcezza inaspettata’. A quanto pare, la ricetta per afferrare la benevolenza altrui è piuttosto semplice: rotolarsi per terra, correre urlando ‘Io Sono Superman’, rinchiudersi in bagno a chiamare ‘gente varia’, ma soprattutto ripetere la frase perpetuamente ‘PORCAPUTTANA, OH!’ ed urlando la colonna sonora dei 100 Giorni ‘It’s Oh So Quiet’, con tanto di ‘Shhhhhh’ collettivo.

Insomma, Faber è pur sempre Faber, sempre ammattito, sempre ironico, sempre tutto, ma almeno non avrò più scuse per giocare nel ruolo di Mr. SfigatoStoSulCazzoATuttoIlMondo, sicuro!

Nomi sulla sabbia…